28/11/09

quanto se la tirano

La mia amica me l'ha regalato un libro su questa città ma io non l'ho neanche sfogliato. Non mi piace leggere. Vabbé è un libro fotografico ma che c'entra? Non mi piacciono i libri. A casa quasi non ne ho, io preferisco la mia collezione di sirene e di acchiappasogni.
Comunque oggi ci siamo andate, lei ci teneva tanto che la vedessi dice che è la città più bella del mondo. Per carità, non discuto, i gusti son gusti ma la città più bella del mondo... quanto se la tirano questi italiani. E San Francisco, Miami, New York, Boston ma anche Malibu beach o Zuma beach. Sex, fun & rock n'roll. Sometimes some pott. Boooy that's life!
Oggi ci siamo andate. Io ero un po' stanca, sto fuso m'ammazza eppoi le gambe sempre gonfie che mi son venute da quanto sto qui. Quando torno vado dal medico,  di corsa volevo dire ma, mica tanto di corsa! Son tanto stanca.
E' vacanza questa? che da quando sono arrivata non faccio che saltare da una parte all'altra. Padova, Verona, Lago di Garda e poi Liguria, Toscana che io volevo vedere Firenze ma lei m'ha portato anche a Pisa, a Lucca e oggi era la "città più bella del mondo". E io invece son solo così stanca che vorrei qualcuno che mi prendesse in braccio e mi portasse in giro lui.
Comunque oggi ci siamo andate e quando siamo arrivate devo dirlo che non capivo. C'era acqua dappertutto. Proprio già fuori dalla stazione subito un fiumiciattolo tipo, un canale e poi ponti a destra e sinistra, devo dirlo ponti bellissimi e molto molto vecchi questi ponti e poi ancora canali e ponti più grandi e più piccoli e canali più grandi e più piccoli e acqua e poi barche, motoscafi e traghetti e io ero stupefatta proprio io ero lì incredula a guardare questa città che non capivo e ho domandato, alla mia amica, Ma le auto? Dove passano le auto?

dal Diario Immaginario di Barbara G.

cena sommelier 2009: sono sopravvissuta

antipasto:
Champagne Cuveè Cristal 2000
Chardonnay Doc Garda Sandro De Bruno 2004

primo:
Langhe Rosso MonPrà Contarno Fantino 2000

secondo:
Bordeaus Chateau-Lascombas Margaux 1997
Blauburgunder Sanct Valentin 1997

dolce:
Passito Bagnoli Il Dominio Friularo 1995
Olivares Dulce Monastrel Jumilla 2004

***
se dio vuole vado a dormire. non ciò più l'età io per sti tour de force enologici. ero ubriaca già agli antipasti. gnaapossofà! e però prosit!

27/11/09

500

ridendo, scherzando, cazzeggiando e un po' piangendo, citando, leggendo, parlando, guardando e anche molto raffazzonando... questo blog è arrivando, con questo post qui, al numero di

500

mi piacendo festeggiando e venendo in mente qualcosa che coinvolgendo anche chi, tutti i giorni, passando per di qua. non sapendo. facendovi venendo voi una idea una volta ogni tanto. santoddio dovendo sempre facendo tutto io, qui. per la madosca. a volte non vi sopportando proprio voi che leggendo sempre e non proponendo mai una bella idea per festeggiando il cinquecentesimo post di questo blog che scrivendo da un po' di tempo vi allietando la vita.

perché ve la allietando la vita io vero? oi se ve la allietando per la madosca. quindi commentando copiosi e facendovi venendo idee per festeggiando. grassie.

AHAHAH! piccole Sansone ritornano
sottotitolo: de pauer of de franget det is ricresciut

Prima ero nella mia nuova casa che stavo controllando i lavori con l'architetto, stavamo parlando delle modifiche da fare, delle prese dei punti luce, delle tubazioni, mi stava facendo vedere i problemi incontrati, le cose risolte, le disposizioni da cambiare insomma tutte quelle cose lì che son emozionanti da morire quando ti stai rifacendo la casa proprio nuova nuova a tua immagine e somiglianza.

Dopo avevamo finito e stavo per andarmene e l'architetto mi dice allora ci vediamo lunedì in tardo pomeriggio così diamo un'occhiata ai sanitari, le piastrelle, le cose che ti piacciono, i colori quelle robe lì. E io gli dico, certo, verso che ora vuoi che arrivo? E lui, ti fermi a cena?

Ecco di cosa parlano le donne quando sono sole e nessuno le ascolta


prima della lettura del dialogo che segue è bene precisare che:

la diatriba nasce da uno spettacolo teatrale nominato Ultimo Pignagnoli Ballabile Mondiale che si terrà il 18 dicembre in provincia di Reggio Emilia al quale Chiara e lo Splendido non potranno partecipare per un sopraggiunto impegno di uno dei figli. La donna (Chiara) pur felice di assistere all'impegno del figlio che  è assai più importante dell'Ultimo Pignagnoli Ballabile Mondiale, ella rosica come un camion di scimmie urlatrici.

anche se si stenterebbe a crederlo i fatti narrati sono fatti veri
anche se si stenterebbe a crederlo l'età media delle bambine dell'asilo protagoniste dei fatti narrati è 40 anni

***
Mastrangelina: (a proposito di “Sulla felicità ad oltranza”di Ugo Cornia) non è doloroso in assoluto è felicità che nasce anche dalle cose tristi, ci sono delle frasi bellissime e delle cose che ti vien da rileggerle cinquanta volte :)

Sid: e TU, TU, TU lo conoscerai il 18 di dicembre per il Pignagnoli Ballabile (scusa Chiara)

Chiara: vi odio a voi due

Mastrangelina: esulto con calma per rispetto agli splendidi :)

Fata: oi il 18 ci sono pure io :)

Chiara:  io sento che qua si trasuda cattiveria, ecco

Sid: odiaci a noi tre per favore – anzi odiaci a noi quattro che viene anche la Elena G.

Chiara: io fortuna che ci ho i due figli migliori dell'universo per cui mi sacrifico volentieri, sennò ocio che vi frequentavo ancora a voi, perfide

Mastrangelina: io ieri sera ho aperto il libro del Pignagnoli e ho iniziato a ridere come una demente sull'atto teatrale finale.. al che c'erano i miei che mi hanno guardato preoccupati :)

Sid: penso che allo spettacolo ULTIMO PIGNAGNOLI BALLABILE MONDIALE penso che lo faranno l'atto teatrale finale. (scusa chiara)

Chiara: sei stronsa e io stasera a te ti metto il veleno nella minestra, un veleno no mortale, però. una roba che tipo diventi cicciona per una decina di minuti, il tempo che cominciamo a sghignazzarti che sei CICCIONA, poi ti passa.

Elena: cosa succede il 18? Anche se credo che Sid faccia riferimento ad un'altra Elena…

Chiara: c'è l'ultimo spettacolo mondiale del pignagnoli ballabile. Ma io quella sera là, pfui, ciò da fare, ho il concerto del mio bambin e poi mi dovrò abbuffare di cibo delizioso, tipo sushi, tipo capesante col riso venere, delle cose afrodisiache per affrontare la notte di sesso fantasmagorico che mi aspetta, invece quelle del pignagnoli al massimo son lì che si fanno le PIPPE mentre i pignagnolisti gli fanno gli autografi, che io neanche li volevo, gli autografi, anzi secondo me i pignagnolisti gli autografi a quelle quattro streghe glieli fanno FALSI, cioè un pignagnolista fa l'autografo al posto di un altro, ahahahahah, che perfidia, quindi una bufala, proprio. Eppoi sì, ci sarà anche la nebbia in val padana quella sera là, come minimo, e loro si perderanno nella campagna reggioemiliana e l'unica anima che andrà in loro soccorso sarà una che vive in una casetta che si regge su una zampa di gallina, e costei si chiama baba Jaga e loro dovranno abitare da lei finché non si diradano le nebbie, tipo un paio di mesi. E basta così, mi pare una pena abbastanza sufficiente

***
Nota a margine:
si, siamo proprio così. diciamo che è il nostro bello.

26/11/09

Come fu che la nostra eroina decise di fare un corso sommelier

Qualche anno fa la nostra eroina era riuscita ad avere appuntamento col gesùcristo del settore nel quale lei lavorava. Dico gesùcristo per indicare l’apoteosi massima di appuntamento del settore nel quale lei lavorava. gesùcristo potrebbe essere sostituito con la nadiacomaneci della ginnastica artistica o il newton della gravità.

La nostra eroina era giovane. Il gesùcristo parecchio meno giovane di lei quindi lei sentiva necessaria e precipua questa necessità di darsi un tono. Di non apparire giovane, leggiadra ed inesperta ma invece tosta e capace e sgamata e vecchia di lunghissima esperienza nel settore nel quale lei lavorava.

La nostra eroina pertanto parlò tutto il giorno con fare altezzoso ed antipatico dando del tu al gesùcristo anziano, tenendo bene le spalle dritte e prodigandosi in -massai, noi facciamo questo, massai noi facciamo quello, massai noi qui, massai noi lì, massai per mia filosofia, massai che domande, massai ma certo.

La nostra eroina dopo aver lungamente parlato di quanto lei sapesse fare nel settore nel quale lavorava decise di offrire al gesùcristo un lauto pranzo in un locale di grande livello dacchè lei era abituata a frequentare, data la sua altezzosità ed esperienza nel settore nel quale lavorava, solamente locali di grande livello.

Il gesùcristo rimase ad ascoltarla per tutto il tempo, diciamocelo, solo perché le voleva dare una bella  ripassata, non è carino dirlo ma è la verità perciò sopportò stoico tutta quella montagna di cazzate riconoscendo, da gesùcristo qual era, la fantasticheria intrinseca di cui la nostra eroina era in realtà dotata.

Quando furono al tavolo, dopo un’attenta occhiata alla lista dei vini, il gesùcristo le disse: che dici? prendiamo un Dolcetto?

E lei, quella cretina idiota colliona che non era altro, lei, con quel fare spocchioso ed altezzoso da gran dama di società, da regina d’inghilterra di stoccavolo, lei, invece di tenersi quella casso di bocca cucita lei riuscì a proferire, con un orribile tono da essere superiore e perdippiù stronzo:

massai, cosa poscio dirti, un vino dolcie a passto, non mi pare il cascio!

La cosa grave fu che lei non si accorse neanche di aver pestato una mmerda e non si corresse, dacchè, in effetti, lei pensava di aver fatto un figurone da gran esperta. La grandezza del gesùcristo si dimostrò nel suo mantenere immutata l’espressione nel volto (ma forse era una paresi da stupore), e senza neanche sghignazzare, senza neanche sbottare in una risata o in un pianto dirotti, senza neanche metterci il carico da undici, senza neanche fare nulla lui, semplicemente, le disse: Sid, il Dolcetto non è un vino dolce.

A quel punto, alla nobildonna, se si rompeva l’elastico delle mutande scompariva di meno.

che monelo

ieri sera erano quasi le dieci ero a fare la spesa al supermercato che vicino all'ufficio ho un supermercato che tiene aperto fino alle dieci di sera e quello è l'orario in cui non c'è finalmente più nessuno che compra cose. a me non piace molto andare lì perché è un centro commerciale più che un supermercato solo che avevo finito i mollicini per le Signore Trattorini mi sbranavano se non portavo i mollicini che loro secondo me mangiano le crocchette giusto per avere diritto ad un mollicino al giorno.

comunque sono lì che giro tra gli scaffali che m'era venuta voglia di comprare anche un pacco di biscotti che io i biscotti non è che siano la mia passione eppure son un po' di settimane che li sgranocchio volentieri non saprei come mai forse sono troppo liquida, ho bisogno di riequilibrare. non saprei. boh. non so proprio rispondermi. comunque son lì che giro in cerca dei biscotti quando mi si para davanti un bronzo de riace ne noantri, un bell'armadio d'uomo me lo trovo lì a due passi da me, lui è di profilo un po' di tre-quarti in realtà e sto bell'armadio d'uomo è lì che mi guarda con l'occhiata scusa e provocatrice, da monelo di Buzzanchiana memoria.

siccome ultimamente mi pare che non mi guarda più nessuno io a vedere l'occhiata monela che mi guarda io mi son un po' messa a sorridere e me lo guardavo anche io lui me lo guardavo,  che gli ero di fianco di profilo ero quasi di tre-quarti e me lo guardavo mentre facevo finta di ammirare i pacchi di pasta di gragnano e mentre son lì che me lo guardo proprio mi accorgo che lui è veramente un bel ragasso, alto moro  mascella volitiva insomma dai il tipo mediterraneo con l'occhio scuro bello che mi guardava,  oi mi guardava in continuazione ad un certo punto volevo dirgli eh, smettila sai con quel fare indagatore, porcino e malandrino.Smettila sai!

poi finalmente si sposta e si gira meglio verso di me che io ero già lì che pensavo adesso trova una scusa per chiedermi qualcosa son sicura che culo che ho sono anche truccata ho i capelli in ordine sono a posto, sti jeans mi stanno daddio, questa magliettina mi dona un sacco mi pare anche che sono più magra di ieri evvai sid dacci dentro vai sid colpisci vai sid conquista come solo tu sai fare vaaaaa meravigliosa donna vaaaaaai

comunque lui era proprio strabico.
un occhio guardava me l'altro puttaninburgo.
poi a questo punto non son neanche sicura che guardava me.

25/11/09

Quasi amore

Io mi permetto, su Anobii, senza alcun titolo e senza alcuna preparazione, io mi permetto di giudicare i libri che leggo. Lo faccio in base ad un unico parametro che è la mia pancia. Alla mia pancia piace, alla mia pancia non piace. Poi c'ho le mie motivazioni per il bello o brutto, che non sono ovviamente dei bellobrutto assoluti ma il bellobrutto della mia pancia.

Perciò io mi sono permessa di giudicare Simenon o Kristoff o Saramago o Neruda o Calvino o Buzzati e più recentemente Nori o Colagrande o Cavazzoni o Manganelli. Io mi son permessa di giudicare questa gente qui ed ho motivato il mio giudizio. In modi diversi perché diversamente m'avevano colpito ma sono sempre riuscita, in qualche modo, a circostanziare il perché il percome e cosa esattamente mi avevano ispirato ed avevano provocato in me.

Ecco, a me Ugo Cornia piace immensamente. Io sono emozionata quando lo leggo e costantemente colpita dal modo in cui usa parole che decide di scrivere, gli episodi che sceglie di raccontare, i viaggi che portano la sua testa e dunque te che leggi a ragionare da una cosa all'altra e poi tornare indietro, e soprattutto da quella sorta di euforia che pare sempre avere addosso e dal garbo e maniera con cui riesce a parlare di ogni argomento: dal sesso, che lui sa rappresentare come raramente m'è capitato di leggere, in modo così lussurioso eppure elegante che ogni volta mi sono trovata a desiderare di vivere un momento uguale a quello che leggevo nello stesso identico modo in cui lo leggevo tanto mi pareva gioioso e intenso, ... dal sesso dunque allo straniamento al dolore per la mancanza, per la morte di un caro.

Ecco a me Ugo Cornia piace immensamente eppure non riesco mai a dire nulla che spinga gli altri a leggerlo. Io in questi mesi ho regalato o consigliato ogni tipo di libro a chiunque eppure Ugo Cornia che così tanto mi provoca io non sono mai riuscita a spiegarlo, a raccontarlo. E la spiegazione che mi do è che lui è talmente tanto, talmente così troppo che la mia testa non ce la fa. E' troppo piccola, secondo me.

Quello che posso tentare di dire su Quasi amore per consigliarvi di leggerlo era una sensazione che io ho avuto durante tutta la lettura. Mi pareva di riconoscermi in certi pensieri ed in alcune sensazioni ed emozioni e mentre ero lì che leggevo e mi dicevo -come me! come me! anche io!- allo stesso tempo realizzavo che io non sarei mai stata in grado di esprimere quei pensieri sensazioni ed emozioni a voce, non sarei mai stata in grado di spiegarle e invece lui ci riesce, magistralmente se posso dire, e le senti tue. Sembra, a volte, che è lì che sta girando nella tua testa a scegliere le cose che c'hai dentro per tirartele fuori e spiegartele.

Vedete... anche adesso, son qui che scrivo scrivo e non riesco a spiegarmi per niente. Non so, ad un certo punto, stanotte, m'è venuto da pensare che forse la filosofia, oltre che a tentare di rispondere alle grandi domande del se, serve anche per spiegare a chi non la pratica cosa gli passa per la testa e per lo stomaco.

Leggete Ugo Cornia. Leggetelo tutto. Io ho finito stanotte Quasi amore ma gli altri m'avevano colpita, per ragioni diverse, nello stesso identico modo. Poi, secondo me, dopo si sta meglio. Anzi, durante e dopo si sta molto meglio.

toh! una sid

ho tentato di scrivere qualcosa a proposito di questo regalo che ho ricevuto ma non riuscivo a metter giù niente di sensato o divertente o intelligente e qui è anche abbastanza chiaro il motivo dato che manco delle scelluline grije necessarie allo scopo. il fatto è che c'è qualcuno che mi pensa e mi vuole dell'affetto anche se ci si conosce solo per blog. e mi scrive una lettera bellissima e mi mette un disegno che ha fatto lei e che sono io. e allora io adesso m'è venuta voglia di aprire un "toh una sid" contest così il mio ego e l'autostima aumentano abbestia solo che lo so già che voi non sapete disegnare.


una sid di russo vestita
da Syl@

non è tutto romanticismo quello che sbrilluccica

la donna non era mai sazia di quello che quell'uomo le donava. e non bastarono I versi del Capitano di Neruda e non bastarono le poesie d'amore di Hikmet e non bastarono Alda Merini o Nizar Quabbani e non bastarono tutti i poeti e non bastò lui che poeta lo era, lo era veramente. la donna non era mai sazia di quanto quell'uomo le donava e ad un certo punto l'uomo finì tutte le poesie. la guardò duramente negli occhi e spingendo ripetutamente il dito indice sulla spalla sinistra di lei le disse: Oi! te, a gratis, anche una flebo eh! 

24/11/09

Sidgi cammina pudica sulle poesie di Nazim Hikmet

qualche anno fa una donna scrisse ad un uomo che non conosceva una lettera molto personale. una lettera nella quale lo ringraziava, pur non conoscendolo. una lettera nella quale gli spiegava che al posto suo lei non avrebbe mai fatto quello che lui faceva perché fare quello che lui faceva avrebbe significato privarsi di una parte di se stessa e lei era possessiva verso ciò che amava e che le era così intensamente privato. perciò quella donna ringraziava quell'uomo sconosciuto per non essere come lei, perché visto che lui era come era, lei aveva potuto goderne ed in ultima analisi anche scrivergli quella lettera per ringraziarlo.

quell'uomo le rispose e lei rispose a lui e poi lui rispose a lei e lei a lui e così ogni giorno per tanti giorni. le loro lettere, col passare del tempo, divennero più lunghe e personali. un po' alla volta non erano più un uomo ed una donna che non si conoscevano ma un uomo ed una donna che imparavano a conoscersi sempre più profondamente.

qualche mese dopo l'uomo e la donna decisero di incontrarsi. lei arrivò che lui era già lì e non fece in tempo a scendere dall'auto che lui aveva già aperto la porta e l'aveva tirata a se. ciao glielo disse solo dopo averla baciata.

quella donna aveva 31 anni e camminava pudica sulle poesie di Nazim Himket.

***
I miei giorni sono fette di melone
profumato di vita
grazie a te
i frutti si protendono verso la mia mano
come se fossi sole
grazie a te